Andrea M. Maccarini (a cura di)
L'educazione socio-emotiva
DOI: 10.1401/9788815370327/c5
Tab. 5.4b. Uso del tempo dei bambini in attività legate ai dispositivi tecnologici (seconda wave)
Internet fuori scuola (%)
Internet per divertimento (%)
Videogiochi online (%)
Chattare (%)
Social network (%)
Internet per info (%)
Non dedico tempo
4,9
12,2
31,7
19,5
46,3
14,6
1-30 min./giorno
14,6
31,7
26,8
48,8
34,1
48,8
31-60 min./giorno
29,3
24,4
7,3
12,2
4,9
26,8
Tra 1 e 2 ore/giorno
26,8
14,6
17,1
17,1
9,8
7,3
Tra 2 e 4 ore/giorno
9,8
9,8
9,8
0,0
4,9
2,4
Più di 4 ore/giorno
14,6
7,3
7,3
2,4
0,0
0,0
Totale
100,00
100,0
100,0
100,0
100,00
100,0
 
 
 
 
 
 
 
Per quanto riguarda le attività con dispositivi elettronici, si evidenzia una fruizione di Internet significativa (soprattutto per divertimento) e parallelamente un limitato utilizzo dei social (comunque sottoposti a controllo su contenuti e durata dagli adulti, per quanto riferito dalle insegnanti).
La seconda wave del questionario riproponeva entrambe le batterie di domande (risultati illustrati nelle tabelle 5.3b e 5.4b). Con il lockdown sono cresciuti più di tutti il tempo trascorso a parlare con i genitori, il tempo dedicato ai compiti e, sebbene in misura minore, anche il tempo dedicato alla lettura. Come atteso scende il tempo dedicato a sport e amici. Nell’uso delle tecnologie cresce Internet, in tutte le sue declinazioni, mentre non si osservano variazioni così significative nell’uso dei social che evidentemente sono ancora sconosciuti ai bambini o preclusi dal controllo genitoriale.
Un dato di interesse riguarda la relazione con gli amici: non si osserva una variazione significativa del tempo dedicato a tale tipo di relazione, forse in quanto per questi bambini gli amici coincidono con i compagni di classe, con cui in qualche modo, attraverso la Dad, si è mantenuta una relazione. Se questa fosse la spiegazione, ci troveremmo di fronte a bambini il cui network è limitato e circoscritto a un solo ambiente.
Sempre nell’ottica di rilevare le condizioni di benessere dei bambini sono state indagate le condizioni emotive riferite al periodo precedente l’avvio dell’anno scolastico e al periodo del lockdown.
Le risposte dei bambini a queste domande nella prima wave del questionario sono riassunte nella tabella 5.5a. Se ne ricava un’immagine complessivamente positiva sullo stato d’animo dei bambini che sono per la maggior parte del loro tempo o quasi sempre allegri, calmi, vivaci, riposati e dediti a cose che vengono da loro ritenute interessanti. È da notare come le risposte alla domanda «mi sono sentito riposato» indichino che per oltre un terzo dei rispondenti questa sia una situazione che non si verifica mai o soltanto qualche volta, a conferma di quella diffusa tendenza degli {p. 175}adulti a saturare il tempo dei bambini con attività, stimoli, esperienze. I bambini con «l’agenda piena» hanno poco tempo per il riposo e la noia, avendo un tempo fortemente strutturato dagli adulti. La letteratura e la ricerca empirica sono concordi da tempo su questo aspetto, in particolare sul fatto che i bambini siano precocemente esposti a una pluralità di stimoli da cui deriva la saturazione del loro tempo. Sul piano educativo questo affastellarsi di attività e impegni evita l’insorgenza della noia (che è invece considerata un fattore positivo e stimolante da parte delle insegnanti) e annulla il tempo del riposo sia fisico sia mentale. È inoltre anche da evidenziare come la condizione di «calma» riguardi meno della metà degli intervistati come situazione normale e sperimentata frequentemente. Il 37,7% invece dichiara di non trovarsi mai o al più qualche volta in tale situazione. Non si possiedono informazioni ulteriori per risalire alle cause di {p. 176}questi stati d’animo, ma con riferimento alle narrazioni delle insegnanti un ruolo cruciale in queste condizioni emotive deriva dal clima familiare.
Tab. 5.5a. Autodefinizione della condizione di benessere dei bambini (prima wave)
Mi sono sentito allegro (%)
Mi sono sentito calmo (%)
Mi sono sentito vivace (%)
Mi sono sentito riposato (%)
Cose interessanti (%)
Mai
6,6
16,4
6,6
13,1
11,5
Qualche volta
11,5
21,3
14,8
21,3
21,3
Più della metà del tempo
14,8
16,4
14,8
23,0
6,6
Quasi sempre
67,2
45,9
63,9
42,6
60,7
Totale
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
 
 
 
 
 
 
Tab. 5.5b. Autodefinizione della condizione di benessere dei bambini (seconda wave)
Mi sono sentito allegro (%)
Mi sono sentito calmo (%)
Mi sono sentito vivace (%)
Mi sono sentito riposato (%)
Cose interessanti (%)
Mai
0,0
2,4
2,4
7,3
0,0
Qualche volta
34,1
41,5
43,9
31,7
53,7
Più della metà del tempo
31,7
31,7
31,7
24,4
19,5
Quasi sempre
34,1
24,4
22,0
36,6
26,8
Totale
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
 
 
 
 
 
 
Con la seconda wave sono state riproposte le stesse domande (tab. 5.5b). Diminuiscono complessivamente le percezioni dei bambini sul proprio stato di benessere: si sentono meno frequentemente vivaci e allegri, assai meno frequentemente si sentono calmi (il che induce a ritenere che o il clima familiare durante il lockdown fosse ansiogeno; o lo fosse più in generale il clima determinato anche dalla pressione mediatica), diminuisce la loro percezione di sentirsi riposati e soprattutto scende drasticamente la percezione dell’aver fatto esperienze interessanti. La domesticità mortifica la curiosità da una parte, ma dall’altra è anche possibile ipotizzare che i bambini abitualmente iperstimolati e con svariate opportunità (ludiche, ricreative, socializzanti, ecc.) si siano trovati di fronte a una quotidianità molto più ordinaria, secondo i loro parametri.
Una seconda serie di domande è stata rivolta a indagare la percezione di sicurezza da parte dei bambini in tre ambienti distinti: la scuola, la casa, il quartiere. Le risposte sono illustrate nella tabella 5.6. Si osserva una gradualità nella definizione dei luoghi sicuri: al primo posto si colloca la propria casa, al secondo posto la scuola e in coda il quartiere. In considerazione dell’età dei bambini l’accesso a luoghi non sorvegliati dagli adulti (come il quartiere) è limitato e la rappresentazione collettiva che se ne fornisce è di pericolo e insicurezza. È comunque interessante notare come, diversamente dagli alunni di altre scuole, i bambini della scuola Camelia dichiarino un livello di sicurezza molto simile tra scuola e quartiere. Quindi nella loro rappresentazione c’è una polarizzazione netta tra un luogo sicuro per eccellenza che è la propria casa e tutti gli altri luoghi che non sono la casa. Tali domande non sono state riproposte nella seconda wave del questionario, in quanto l’accesso a due ambienti (scuola e quartiere) era di fatto preclusa dal lockdown.
Infine, nella stessa sezione del questionario si affrontava il tema della vicinanza emotiva con diversi soggetti, dalla cerchia familiare ad ambienti meno prossimi. Nella {p. 177}tabella 5.7a sono presentate le risposte dei bambini a tale sollecitazione nella prima wave. Il grado di vicinanza varia al variare della distanza anche geografica e della frequenza delle interazioni. Si registra la massima vicinanza con i componenti della famiglia e con l’insegnante, per arrivare a una condizione di distanza emotiva rispetto a coloro con cui le interazioni sono scarse. Certamente per i bambini di questa fascia di età è difficile rappresentare a sé stessi il concetto di vicinanza con altri di cui non possono fare una diretta esperienza.
Tab. 5.6. Percezione di sicurezza in diversi ambienti
Scuola (%)
Casa (%)
Quartiere (%)
Per niente al sicuro
6,6
1,6
14,8
Abbastanza al sicuro
42,6
9,8
36,1
Molto al sicuro
50,8
88,5
49,2
Totale
100,0
100,0
100,0
 
 
 
 
Tab. 5.7a. Vicinanza emotiva dei bambini con diversi soggetti (prima wave)
Madre (%)
Padre (%)
Fratelli (%)
Parenti (%)
Amici (%)
Compagni (%)
Insegnante (%)
Vicini casa (%)
Altri paesi (%)
Molto distante
4,9
6,6
29,5
16,4
6,6
3,3
3,3
27,9
63,9
Distante
0,0
6,6
3,3
24,6
13,1
13,1
11,5
27,9
11,5
Vicino
23,0
31,1
18,0
29,5
55,7
47,5
36,1
29,5
8,2
Molto vicino
72,1
55,7
49,2
29,5
24,6
36,1
49,2
14,8
16,4
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tab. 5.7b. Vicinanza emotiva dei bambini con diversi soggetti (seconda wave)
Madre (%)
Padre (%)
Fratelli (%)
Parenti (%)
Amici (%)
Compagni (%)
Insegnante (%)
Vicini casa (%)
Altri paesi (%)
Molto distante
4,9
12,2
24,4
9,8
14,6
12,2
9,8
26,8
53,7
Distante
4,9
9,8
7,3
34,1
19,5
36,6
34,1
34,1
26,8
Vicino
12,2
31,7
19,5
34,1
51,2
43,9
34,1
31,7
14,6
Molto vicino
78,0
46,3
48,8
22,0
14,6
7,3
22,0
7,3
4,9
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le stesse domande sono state riproposte nella seconda wave, i cui esiti sono esposti in tabella 5.7b. Qui la distribuzione delle risposte evidenzia il senso di isolamento dei bambini derivante dalle regole del distanziamento sociale. Va quasi perduta la relazione con il gruppo dei pari e con le insegnanti.
{p. 178}Paradossalmente si attenua anche la vicinanza emotiva con i genitori con cui si trascorre più tempo quantitativamente ma qualitativamente meno intenso forse anche a causa della contemporanea attività di smart working a cui molti genitori erano chiamati. Su questo punto i dati non ci consentono di tracciare un profilo univoco: cresce anche se debolmente la vicinanza emotiva con la madre ma diminuisce sensibilmente quella con il padre. Resta sostanzialmente stabile quella con i fratelli. Potremmo ipotizzare che nel corso del lockdown, in cui alle misure di distanziamento sociale e allo smart working si sono aggiunti anche un diffuso senso di incertezza, fragilità e un complessivo smantellamento delle routine quotidiane, le madri si siano nuovamente riconosciute in un ruolo tradizionale di caregivers.