Federico Batini (a cura di)
La lettura ad alta voce condivisa
DOI: 10.1401/9788815410238/c1
Proprio perché si tratta, a pieno titolo, di una didattica, la lettura ad alta voce condivisa deve essere programmata e progettata e come ogni didattica riceve feedback che suggeriscono variazioni o cambiamenti (rispetto all’impianto iniziale) da ciò che avviene sul campo, nell’incontro con i soggetti che ne beneficiano. Quando il gruppo con il quale si lavora è già abituato alla lettura è utile e proficuo coinvolgerlo nelle scelte e nelle proposte di lettura condivisa. La continuità della pratica è fondamentale e unita alla quotidianità, all’intensità, alla sistematicità e alla progressività, definisce la didattica [Batini 2022, 112].
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In termini ideali, nei contesti educativi e scolastici, un curricolo in verticale di letture può costituire una pratica di continuità didattica eccellente, consente il dialogo tra gradi differenti, rinforza l’idea di percorso e di apprendimento.
Un obiettivo di medio periodo delle classi e delle scuole in cui si pratica la lettura ad alta voce condivisa è quello della costruzione di un vero e proprio sistema territoriale nel quale siano coinvolte le biblioteche, le famiglie e le associazioni del territorio stesso [40]
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9.5. L’intensità

La durata delle singole sessioni di lettura parte dal tempo di attenzione medio del gruppo con il quale si lavora [41]
. Il conduttore o la conduttrice del gruppo hanno, tuttavia, l’obiettivo di incrementare rapidamente la durata delle sessioni stesse, fino a raggiungere l’obiettivo ottimale di un’ora quotidiana di lettura (comprese le attività di socializzazione) [Batini 2018, 120-123; 2021b, 42-44; Batini e Giusti 2022, 27-34]. Non sono ritenute significative sessioni inferiori a mezz’ora (tranne che nei primi giorni in cui si lavora con un gruppo).
L’esperienza sul campo e i risultati ottenuti nell’ambito di alcuni progetti nazionali [Batini 2021a; 2021b, 43-44] hanno evidenziato la necessità di presidiare durata e intensità della lettura ad alta voce, grazie alle quali è possibile produrre effetti significativi sul piano cognitivo, emotivo, relazionale, della comprensione, del linguaggio, della memoria.{p. 63}

9.6. La progressività

Un percorso di lettura ad alta voce con un gruppo eterogeneo deve necessariamente essere progettato tenendo conto di un criterio di progressione [Batini 2022, 114-115], a partire da testi più accessibili che raccontano esperienze vicine a quelle di chi ascolta. Se con i piccolissimi si comincerà, probabilmente, con i libri di nominazione, con rime, filastrocche, libri in bianco e nero, anche con le età successive e persino con ragazzi e adulti si avvierà il percorso di lettura a partire da storie illustrate, brevi, semplici, con linguaggio molto accessibile o comunque prossimo a quello del target anagrafico e dello specifico gruppo per il quale leggiamo. La lettura ad alta voce condivisa ha già dimostrato di poter produrre effetti nelle varie fasce di età, ma occorrerà tenere conto che è possibile applicare criteri di progressività, solitamente, con velocità e andamento inversamente proporzionale rispetto all’età delle persone con cui si lavora.
I primi contenuti delle storie saranno prossimi alle varie esperienze presenti nel gruppo [Batini e Giusti 2021a, 105-108; 2022, 99-103] e tenderanno a rispondere a bisogni immediati; poi, senza fretta, ci si confronterà con storie più lunghe, con un ruolo delle illustrazioni inferiore, con meno immagini, con un linguaggio più articolato fino ad arrivare, senza fretta, alle storie di solo testo. La regola della progressività, tuttavia, non è una regola ferrea: anticipazioni e «retrocessioni», specie con gruppi «maturi», non soltanto sono utili, ma necessarie:
La regola delle letture progressive ha molte criticità: una è che se seguissimo lo stesso principio anche da adulti, passando di volta in volta a libri più complessi, ci ritroveremmo solo Finnegans Wake e l’opera completa del filosofo decostruzionista francese Jacques Derrida ad allietarci in punto di morte [Rundell 2019; trad. it. 2020, 11].
Risulta importante ricordare che mediante la lettura ad alta voce le persone riescono ad accedere a testi di {p. 64}complessità maggiore rispetto a quelli che, una volta imparato a leggere, riescono a leggere autonomamente. Questa indicazione intende prevenire la confusione che, specie nel sistema di istruzione, dalla primaria in poi, si verifica spesso tra lettura autonoma e lettura ad alta voce condivisa. La lettura autonoma dovrebbe germogliare autonomamente e centrarsi, almeno inizialmente, su testi più semplici (che dovrebbero essere disponibili e facilmente accessibili); la lettura ad alta voce condivisa, al contrario, non deve temere di osare avanzamenti.
Oltre all’attenzione alla bibliovarietà è quindi importante, per il lettore e la lettrice ad alta voce principiante che anima un gruppo secondo questo approccio, il ricorso a bibliografie specifiche che consentano di orientarsi e di attingere a un vasto e meraviglioso patrimonio come quello della letteratura per l’infanzia, per la preadolescenza e l’adolescenza e per i giovani adulti [42]
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9.7. La socializzazione: dalla lettura dialogata alla lettura narrativa

La socializzazione è il momento nel quale si mette in comune, si esplicita la condivisione. La condivisione permette il confronto, per attribuire, assegnare, affermare e negoziare i significati della storia che si è letta (e implicitamente il senso dell’esperienza fatta). La socializzazione rappresenta anche, in qualche modo, il «guadagno» immediatamente {p. 65}osservabile e visibile per l’insegnante e per il gruppo. Come ogni didattica la lettura ad alta voce è orientata a obiettivi di apprendimento e non ha, come primo scopo, quello di intrattenere, passare il tempo o fare esperienze estetiche: è un luogo e uno spazio unico, attivante, stimolante, piacevole di co-costruzione e condivisione di esperienze, conoscenze, emozioni, interpretazioni, domande, punti di vista, ipotesi che permettono una complessa negoziazione di significati.
Nell’ora di lettura ad alta voce condivisa il conduttore, la conduttrice o l’insegnante può adottare, all’interno di ogni sessione di lettura, uno stile di lettura prevalentemente narrativo o prevalentemente dialogato [Batini 2022, 117-118]. La lettura dialogata si usa, solitamente, con gruppi di bambini e bambine più piccoli e con gruppi poco o affatto abituati alla lettura ad alta voce [43]
[Batini e Giusti 2021a, 52-58] ma può essere usata, in casi particolari, anche con gruppi più maturi [Batini e Giusti 2022, 82-88]. Quando, per esempio, stiamo leggendo dei romanzi piuttosto articolati e complessi per il gruppo con cui lavoriamo, visto che non si esauriranno in una singola sessione, si potranno ricapitolare all’inizio di ogni sessione, con il contributo di tutti e tutte, le vicende precedenti senza che questo assuma carattere valutativo o di controllo nei confronti di chi partecipa.
La lettura dialogata è, in ogni caso, caratterizzata da alcune interruzioni per brevi momenti di confronto, ricapitolazione, inserti di supporto (non di sostituzione) alla comprensione. Bisogna rispondere alle domande e alle richieste del gruppo, ma occorre usare molta prudenza nello «spiegare» la storia. Una storia spiegata non è più una storia [44]
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Per lettura narrativa, invece, si intende una lettura continuata, immersiva, nella quale la pratica della «socializzazione» avviene all’inizio e alla fine della sessione che, normalmente, non viene interrotta. Questa fase è essenziale per trarre il massimo beneficio della lettura: nei momenti di socializzazione ci si confronta sulla storia che si è letta in una sorta di «movimento» dalla storia alle persone per cui la storia è stata letta. La socializzazione è dunque «diffusa» nella lettura dialogata e più definita e concentrata nella lettura narrativa.
Quando un gruppo è avviato alle pratiche di lettura e socializzazione, questi momenti di confronto divengono naturali, legati a commenti spontanei, a domande dei bambini e dei ragazzi, a loro interazioni reciproche naturali. Fino a che un gruppo non è maturo, tuttavia, questi momenti possono essere introdotti da alcune domande stimolo, poste ovviamente con linguaggio adeguato all’età e alla maturazione linguistica media del gruppo che ascolta la lettura. Le domande possono essere moltissime, le risposte pressoché infinite: ogni risposta è quella giusta. Non esistono risposte sbagliate: ciascun contributo alla discussione viene accolto favorevolmente poiché non ci sono «interpretazioni autentiche». La valorizzazione di ogni contributo è fondamentale per ottenere, progressivamente, la piena partecipazione. Molto gradualmente si chiederà di fornire motivazioni per le proprie interpretazioni, per le proprie anticipazioni, per i collegamenti intertestuali o con la propria esperienza.
Si possono, tuttavia, rubricare alcune aree di stimolo principali (tab. 6).
Chi legge e conduce il gruppo valorizzerà il contributo di ciascuno e non eserciterà correzioni: è fondamentale far comprendere come, in un percorso di lettura ad alta voce condivisa, ci sia spazio per ciascuno, accompagnato dal diritto a esprimere la propria opinione e il proprio punto di vista.
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Note
[40] Risulta fondamentale la creazione o la ridefinizione di una biblioteca scolastica fornita, aggiornata e funzionante e, ove possibile, la costruzione di una piccola biblioteca di classe.
[41] Occorre non confondere l’attenzione con richieste di immobilità, compostezza e fissazione dello sguardo che rappresentano, spesso, esigenze degli adulti piuttosto che indicatori di reale partecipazione.
[42] Si suggeriscono, in modo non esaustivo, le bibliografie proposte in Italia dalla rivista «Andersen» (e i finalisti e i premiati ciascun anno dall’omonimo premio), quelle di Almeno questi! (prodotto dal Centro regionale di servizi per le biblioteche per ragazzi, promosso da Regione Toscana e Comune di Campi Bisenzio e attivo presso la Biblioteca Tiziano Terzani-Villa Montalvo), quelle proposte dall’Associazione Nausika e dalla cattedra di Pedagogia sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia nell’ambito dei progetti Leggere: Forte! della Regione Toscana, di Ad Alta Voce Porta Palazzo della Fondazione Scuola e dell’IC 2 di Torino, di Lettrici e Lettori forti della rete di comprensivi di Parma (capofila IC Ferrari).
[43] Risulta fondamentale ricordare come due gruppi della stessa età anagrafica e con esposizione pregressa alla lettura molto differente possono accedere all’ascolto di testi molto diversi tra loro per complessità, linguaggio, lunghezza e articolazione, e costruire momenti di socializzazione altrettanto differenti.
[44] Bisogna porre attenzione, però, a non esagerare con le spiegazioni, per non correre il rischio di far vivere un’esperienza noiosa, più simile a una lezione che all’ascolto di una storia. La preoccupazione della comprensione totale è una preoccupazione degli adulti. I bambini e le bambine accedono alla comprensione delle storie attraverso la ripetizione e reiterazione di una lettura. Ricordiamo, ad esempio, che i bambini e le bambine incrementano naturalmente il proprio lessico con l’esposizione alla lettura ad alta voce di storie, estraendo dal testo i significati, attraverso ipotesi mentali che vengono poi verificate e messe alla prova.