Andrea M. Maccarini (a cura di)
Character skills e didattica digitale
DOI: 10.1401/9788815374615/c3
Fig. 3.13. Dettaglio delle classi di significato per presenze e assenze statisticamente significative.
Fig. 3.13. Dettaglio delle classi di significato per presenze e assenze statisticamente significative.
In dettaglio, la classe 1 risulta essere la più corposa in termini di lemmi analizzati, pari al 41,03% del testo complessivo. Essa si concentra sul futuro all’indomani della scuola superiore ed è stata nominata Chi sarò domani?.
La classe 2 contiene il 33,53% del testo analizzato e si concentra sul futuro prossimo, l’anno scolastico successivo, con le speranze di un ritorno allo status quo ante. È stata titolata Ancora scuola, di nuovo vera scuola. È la classe nella quale emerge con maggiore forza la capacità riflessiva degli adolescenti.
Le classi 3 e 4 sono strettamente dipendenti l’una dall’altra, non soltanto per la loro posizione nel dendrogramma ma per i contenuti che riguardano in un caso l’organizzazione della scuola per gli ultimi mesi dell’anno scolastico e nell’altro i cambiamenti che si verificheranno nelle relazioni con compagni, professori e negli apprendimenti. La classe 3 (La mia classe è…) occupa il 12,19% del testo analizzato e la classe 4 (Quest’anno come andrà a finire?) il 13,25%.
Vediamo ora le classi in maggiore dettaglio. La classe 1, come si è detto poc’anzi, contiene le prospettive, progettualità e speranze per un futuro ancora lontano, ma di cui in qualche modo si stanno preparando le condizioni affinché possa realizzarsi. Questa classe assorbe sia la parte di narrazioni relative a progetti (chi sarò, che cosa farò, dove sarò) e agli investimenti necessari fin da oggi per renderli realizzabili, sia le narrazioni sui desideri più vaghi, indefiniti, talvolta anche trasfigurati rispetto alla realtà, ma che conservano la capacità dei ragazzi, anche con un allentamento del senso di realtà, di immaginarsi oltre, in un altrove e in un dopo che abbia caratteristiche e contorni maggiormente rassicuranti. Questa classe si connota per alcune parole tipiche con elevato valore del χ2 (fig. 3.14). Le parole tipiche della classe sono lavoro, università, studio, a conferma della presenza di percorsi a rapido inserimento occupazionale (come gli IP e gli IT) e percorsi di formazione lunga in cui il lavoro arriverà ma soltanto a completamento di un percorso di studi ancora lungo dopo la conclusione della scuola superiore. Due i verbi ricorrenti: piacerebbe e fare, spesso abbinati (piacerebbe fare), che evidenziano la {p. 105}rilevanza delle scelte per passione piuttosto che per sola convenienza.
Fig. 3.14. Disco delle forme testuali per classe di significato relativo alla classe 1 (Chi sarò domani?).
Fig. 3.14. Disco delle forme testuali per classe di significato relativo alla classe 1 (Chi sarò domani?).
La classe 2 presenta parole significative legate a due ambiti: la riflessione sulla vita, ciò che essa è e rappresenta per gli adolescenti e come la si prefigura nell’imminente futuro. Le parole tipiche sono proprio vita, vivere, vivi. È l’ambito degli stati d’animo associati a una vita che è differente da quella cui si era abituati: speranza, realtà, ricordi. In questa classe si addensano parole che oscillano tra il passato, il presente e il futuro e mettono in connessione i tre orizzonti temporali: è il ricordo del passato che dà forma al presente e sulla base di essi s’immagina il futuro. Nella figura 3.15 sono illustrate le parole tipiche della classe, con indicazione della maggiore o minore strettezza della relazione con la classe stessa. La parola vita è al primo posto, con accenti che, nella costruzione delle frasi, spaziano dal rimpianto («la vita che avevo prima senza sapere ciò che avevo») alla rabbia («l’anno peggiore della mia vita perché ho perso tante cose»), dalla speranza («vorrei solo riavere la vita di prima con un po’ di normalità») alla rassegnazione («non so se la mia vita tornerà quella di prima»).{p. 106}
L’oscillazione tra passato, presente e futuro è ben esemplificata dalla ricorrenza di parole come ricordo, ricordare, ricordarsi. La dimensione del ricordo costituisce l’aggancio non soltanto temporale ma anche con una visione del mondo, un insieme di speranze, progetti, prospettive che non si è disposti a perdere.
Va nella stessa direzione anche la presenza ricorrente di aggettivi quali: libero/libera/liberi, importante, scontato, che sottolineano ulteriormente il senso di perdita, di scollamento rispetto a una realtà che si fatica a recuperare. È come se la pandemia e le misure che l’hanno accompagnata avessero prodotto sugli adolescenti un’accelerazione della consapevolezza: improvvisamente il futuro è divenuto incerto e temibile, il passato desiderabile anche se ormai inesorabilmente trascorso, il presente angusto e opprimente.
Nelle due classi di significato successive, la 3 e la 4, completamente focalizzate sulla scuola, si rafforzano queste rappresentazioni appena descritte. La classe 3 contiene le riflessioni critiche sull’anno scolastico in corso e quello precedente, rilevanti perché tutt’altro che neutri rispetto alle progettualità verso il futuro. La sensazione diffusa degli adolescenti è quella di aver perso tempo, opportunità, esperienze. La scuola è divenuta distante, i professori si sono spesso rivelati inadeguati, lontani, incapaci di dare supporto e di accompagnare in questa nuova modalità di insegnare e imparare. Nella figura 3.15 sono illustrate, appunto, le parole tipiche della classe maggiormente associate alla classe.
Le due parole associate con maggiore forza alla classe sono professori e compagni, che simboleggiano le due dimensioni (verticale e orizzontale) delle relazioni all’interno della scuola. I professori costituiscono elemento di preoccupazione perché in molti casi verranno sostituiti da altri (i ragazzi passano dal biennio al triennio), con il timore di non essere stati adeguatamente seguiti e preparati; i ragazzi inoltre si rammaricano per aver avuto un’esperienza mediocre nel biennio, con insegnanti spesso poco motivati e poco capaci di gestire una situazione imprevista. Il pensiero rivolto ai compagni è composto di nostalgia (la voglia di rivedere i compagni e recuperare il rapporto che si aveva {p. 107}con loro prima della pandemia), di dispiacere (la forzata separazione da alcuni compagni a causa delle scelte del triennio, professionalizzanti per molti percorsi di scuola superiore) e di rammarico (per aver perso amicizie che si reputavano importanti ma che non hanno retto alla sfida della distanza). La preoccupazione ritorna con le parole carenze, triennio, apprendimento: si apre davanti a molti studenti un nuovo periodo d’impegno scolastico, di adattamenti e di nuove conoscenze. Il bagaglio precedente, di una scuola fatta a distanza, li preoccupa; anche coloro che inizialmente avevano accolto con favore la chiusura delle scuole e il periodo del lockdown, dopo alcuni mesi hanno compreso che il conto più salato sarebbe stato presentato proprio alla loro generazione, per le maggiori difficoltà che avrebbe incontrato nella prosecuzione degli studi a causa di basi inadeguate e preparazioni sommarie; e per i pregiudizi che inevitabilmente il mercato del lavoro farà pesare (la generazione Covid).
Fig. 3.15. Disco delle forme testuali per classe di significato relativo alla classe 2 (Ancora scuola, di nuovo vera scuola).
Fig. 3.15. Disco delle forme testuali per classe di significato relativo alla classe 2 (Ancora scuola, di nuovo vera scuola).
La classe 4 riprende ulteriormente il tema della scuola con lo sguardo rivolto alla conclusione dell’anno scolastico
{p. 108}in corso: le parole con χ2 più elevato sono proprio scolastico e finire, seguite da anno, manca poco e concludere. Si osserva tuttavia una ambivalenza rispetto a tali parole: da una parte esse sono motivo di preoccupazione, per la preparazione sommaria ricevuta, per il persistere di condizioni di DAD a intermittenza, per le occasioni di verifica sui rendimenti che ancora saranno programmate prima della fine del quadrimestre rispetto alle quali la maggior parte degli studenti non si sente preparata.
Note