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Online su Darwin

Nuove edizioni digitali online / 05 febbraio

February 5, 2019

Online su Darwinbooks due nuovi titoli tratti dalle collane di ricerca del Mulino. Si tratta del volume a cura di G. De Santis, E. Pirani e M. Porcu sugli aspetti problematici legati al mondo dell'istruzione, come gli investimenti, la valutazione dei risultati, la presenza degli stranieri, il trattamento di aspetti differenziali, la capacità della scuola di favorire la mobilità sociale, e del volume di G. Fragnito sugli interventi di censura che colpirono la letteratura italiana nei secoli XV-XVII e che portarono alla distruzione di un vastissimo patrimonio culturale, alla manipolazione di opere mediante l’espurgazione, a profonde trasformazioni di generi letterari.

  • Gustavo De Santis, Elena Pirani, Mariano Porcu (a cura di), Rapporto sulla popolazione. L'istruzione in Italia
    Il libro affronta il complesso tema dell’istruzione sotto vari profili: come è organizzata in Italia, come è cambiata nel recente passato e come cambierà in futuro. Si analizzano in particolare gli aspetti problematici relativi alle risorse (come vengono investite e da parte di chi, nel settore pubblico e in quello privato), la valutazione dei risultati, la presenza degli stranieri, il trattamento di aspetti differenziali, la capacità della scuola di favorire la mobilità sociale e la sua utilità come investimento economico per le famiglie e gli individui. Il volume, promosso dal Consiglio Scientifico dell’Associazione Italiana per gli Studi di popolazione (www.sis-aisp.it) della Società Italiana di Statistica, è curato da Gustavo De Santis e Elena Pirani, entrambi professori di Demografia dell’Università di Firenze, e da Mariano Porcu, professore di Statistica sociale dell’Università di Cagliari.

  • Gigliola Fragnito, Rinascimento perduto. La letteratura italiana sotto gli occhi dei censori (secoli XV-XVII)
    Anche se gli indici romani dei libri proibiti del Cinquecento registrano un numero esiguo di autori e di opere letterarie, gli interventi sulla letteratura di svago furono molto ampi. Dalla novellistica al romanzo cavalleresco, al poema biblico, alla satira: i censori individuavano ovunque segni di anticlericalismo, lascivia e oscenità, o commistione fra sacro e profano, fra pagano e cristiano. Il libro ricostruisce i meccanismi che portarono alla distruzione di un vastissimo patrimonio culturale, alla manipolazione di opere mediante l’espurgazione, a profonde trasformazioni di generi letterari, come pure alla prassi dell’autocensura. Se lo scopo dell’azione repressiva era la moralizzazione dei fedeli, non vi è dubbio che, unita alla rimozione della Sacra Scrittura e dei libri di contenuto biblico in volgare, alla liturgia e alla recita delle preghiere in latino, essa consentì alla Chiesa di esercitare più facilmente il suo potere sulle menti e sulle coscienze, riducendo i fedeli a "minorenni perpetui".

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