Stato e mercato nella Seconda Repubblica

Dalle privatizzazioni alla crisi finanziaria
Negli anni Novanta, l'Italia ha portato avanti un importante piano di privatizzazioni ed ha affidato la regolazione di molti settori ad autorità indipendenti dalla politica. Un cambiamento radicale del ruolo dello Stato nell'economia, come sintetizza la formula "dallo Stato imprenditore allo Stato regolatore". A distanza di quindici anni tuttavia il settore pubblico continua a offrire ai consumatori carburante ed elettricità, oltre che servizi postali e di trasporto; lo Stato continua a occuparsi di infrastrutture, di incentivi all'innovazione e allo sviluppo del Mezzogiorno. Come evidenziano gli autori nella loro documentata analisi, l'attuale sistema di governo si è assestato su un equilibrio che è ben lontano da quello a cui si ambiva: l'assetto regolatorio è incompleto, alcune società pubbliche sono gestite secondo una logica meramente privatistica, altre sono abbandonate alle loro inefficienze e persistono rendite significative. Un quadro in larga misura sconfortante, che stride con l'idea che il nuovo assetto di governo dell'economia avrebbe permesso di liberare energie positive per la crescita del paese.
The book analyses of the role of the State in the Italian economy. Starting from 1992 Italy underwent an exstensive program of privatization and liberalization. Such a process, which is often referred to as the shift from the State-entrepreneur to the State-regulator, deeply changed the Italian economy and played a significant role in allowing the country to join the Euro-area in 1999. The book presents the outcome of the process through the analysis of the State intervention as entrepreneu, regulator and partner of private capital. Privatization has induced significant productivity and profitability gains, while there is evidence of a transfer of rents from public to private shareholders. As an entrepreneur the State has performed quite well when companies are exposed to market competition, while firms operating in a noncompetitive enviroment remain largely inefficient. The state of art of regulation is not positive: the degree of competition in network services remains low compared to other European experiences while prices are generally higher, in some crucial industries no independent regulation body has been established. The State still plays a prominent role in financing private firms, developing infrastructure and promoting economic activities in the southern part of the country, but the procedures employed seem hardly efficient. Overall, despite a few successful experiences, after 1992 the State has not been able to shape a new efficient architecture of the Italian economy.

è professore di Matematica finanziaria presso il Politecnico di Milano. E' coordinatore della Sezione scienze sociali della Fondazione Di Vittorio e membro della redazione on line di www.nelmerito.com.

lavora presso la Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia.

Pubblicazione online: 2011
Isbn edizione digitale: 978-88-15-22969-4
DOI: 10.978.8815/229694


Pubblicazione a stampa: 2010
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-13885-9
Collana: Studi e Ricerche
Pagine: 288