La storia leggera

L'uso pubblico della storia nella canzone italiana
Il nuovo libro di Pivato non è una storia della canzone italiana, ma un'indagine volta a capire come la canzone popolare ha parlato della nostra storia, partendo dalla constatazione che, grazie al peso acquisito negli ultimi decenni dalla musica, certi cantautori e certe canzoni trasmettono memoria e producono "senso comune storico", come una volta i cantastorie e come, ad altri livelli, i libri, i film, i manuali, i mezzi di comunicazione di massa. Il volume prende le mosse dagli antecedenti ottocenteschi (a partire da "Fratelli d'Italia"), per poi concentrarsi sulla canzone italiana della seconda metà del Novecento. Attraverso la produzione di cantautori come De Andrè, Guccini, De Gregori e di una miriade di altri cantanti, più o meno famosi, entriamo così in contatto con testi che hanno parlato di emigrazione e risorgimento, di resistenza e fascismo, di boom economico e sogno americano, di terrorismo e partitocrazia.

insegna Storia contemporanea nella Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università di Urbino. Fra i suoi libri: "I terzini della borghesia" (Leonardo, 1991), "L'era dello sport" (Giunti, 1994), "Clericalismo e laicismo nella cultura popolare italiana" (Angeli, II ed. 1996), "Sia lodato Bartali" (Ed. Lavoro, II ed. 1997). Con il Mulino ha pubblicato "Il nome e la storia. Onomastica e religioni politiche nell'Italia contemporanea" (1999).

Pubblicazione online: 2010
Isbn edizione digitale: 978-88-15-14538-3
DOI: 10.978.8815/145383


Pubblicazione a stampa: 2002
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-09004-1
Collana: Saggi
Pagine: 252