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L'ultimo diritto
Profili storici e teorici della secessione
indice
Me-ti diceva: Nel Grande Ordine rientra il diritto dei popoli all’autodeterminazione, e
aggiungeva: A condizione che si eserciti a favore del Grande Ordine.(B. Brecht, Me-ti. Il libro delle svolte)
Solo temporaneamente e niente affatto
per sempre l’umanità si divide in Stati.
(H. Kelsen, Il problema della sovranità e
la teoria del diritto internazionale)
Questo volume è lo sviluppo e la rielaborazione di una tesi preparata sotto la direzione di Massimo La Torre per il dottorato di ricerca, dal titolo «Il “diritto” di secessione: presupposti teorici e profili internazionalistici», e discussa presso il Dipartimento di Legge dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole nel luglio del 2002. Un debito particolare ho contratto con Mauro Barberis, che segue con particolare pazienza, dalla tesi di laurea in poi, tutte le mie ricerche e che ha contribuito alla mia formazione filosofico-giuridica, oltre ad aver letto ogni capitolo di questo lavoro, contribuendo a migliorarlo. A Massimo La Torre, al quale devo fra l’altro il suggerimento di dedicare la mia tesi alla secessione, va il mio più sincero ringraziamento per avermi seguito negli anni di dottorato e fornito utili consigli per l’elaborazione della dissertazione. Allen Buchanan, oltre ad avermi ospitato nell’estate del 1999 all’Università di Tucson-Arizona, mi è stato prodigo di suggerimenti per la definizione degli argomenti da trattare. Desidero anche ringraziare Bartolomé Clavero, Christian Joerges e Jacques Ziller che, quali membri della commissione giudicatrice della mia tesi di dottorato, mi hanno fornito molti utili suggerimenti in vista della redazione di questo volume. Carlo Galli è stato prezioso, dandomi, fra l’altro, l’opportunità di lavorare con lui presso la Facoltà di Scienze politiche di Forlì, e insistendo perché trasformassi la tesi in un libro. A Gianluigi Palombella, che mi ha accolto con non comune disponibilità al Dipartimento di studi giuridici e sociali dell’Università di Parma, devo l’aiuto, il sostegno e l’incentivo maggiore affinché portassi a termine questo volume, oltre a innumerevoli, puntuali e utilissimi commenti alla mia ricerca. Vorrei anche ringraziare Mariolina Ferrari, che, avendo istituito una borsa di ricerca in memoria dell’Avv. Gianni Ferrari, mi ha dato l’opportunità di svolgere gli ultimi passi della mia ricerca in un ambiente accogliente e proficuo quale è il Dipartimento di studi giuridici e sociali di Parma. Sono particolarmente grata per aver letto e discusso il mio elaborato a Sandro Chignola, Enrico Diciotti e Maurizio Ricciardi; a Federico Ortino e Dolores Morondo per avermi sempre incoraggiata a «ragionare» con loro di secessioni; a Gloria Ghetti e Lucia Tozzi per avermi accompagnata con la loro intelligenza e allegria nei miei studi, da Bologna in poi. A Laura Lanzillo devo commenti accurati e puntuali al testo e un continuo e affettuoso sostegno al mio lavoro di ricerca. A Sandro Mezzadra va un ringraziamento particolare: non solo ha discusso a lungo con me in questi anni, ma nel rendermi, senza volerlo, più difficile la ricerca mi ha permesso di problematizzare alcuni dei nodi principali di questo lavoro. Senza l’incoraggiamento agli studi e l’amicizia di Anna Galassi, Carla Messina e Paola Pecchioli gli anni bolognesi, di studio e di biblioteca, sarebbero stati molto più difficili; senza il continuo sostegno di Abra Grilli e Giovanni Ugolini, negli anni di studio presso la biblioteca dell’Università Europea, la ricerca bibliografica sarebbe stata molto più faticosa; senza il contributo del Lip Committee dell’Istituto Universitario Europeo e il lavoro di impaginazione di Francesco Cipriani questo libro difficilmente avrebbe avuto forma. Vorrei ringraziare in maniera differente e molto particolare mia sorella Alessia, che da lontano mi è stata costantemente vicina. Al mio compagno Luca, infine, va il riconoscimento più grande, anche per aver sopportato e sorretto, in modi, anni e luoghi molto diversi, il mio «posto del disordine». Alle mie nonne e ai miei nonni, Ersilia, Manina, Giacinto e Giorgio, incontrati nella vita o solo nei racconti, questo libro è dedicato. Non sono stati tradotti i documenti ufficiali internazionali, le opinioni della Corte Suprema del Canada e quelle della Commissione Badinter.
PARTE PRIMA: SECESSIONE E AUTODETERMINAZIONE: ELEMENTI STORICO-CONCETTUALI
Capitolo primo
Capitolo secondo
Capitolo terzo
Capitolo quarto
PARTE SECONDA: LA SECESSIONE NELL'ORDINAMENTO INTERNAZIONALE
Capitolo quinto
Capitolo sesto
Capitolo settimo
Capitolo ottavo





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