Evidence-based policy!
Ovvero perché politiche pubbliche basate sull'evidenza empirica rendono migliore l'Italia

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Editore: Il Mulino

Pubblicazione online: 2021
Isbn edizione digitale: 9788815366702
DOI: 10.978.8815/366702

Pubblicazione a stampa: 2021
Isbn edizione a stampa: 9788815291660
Collana: Percorsi
Pagine: 200

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Migliorare le politiche pubbliche è essenziale per innalzare le condizioni socio-economiche del paese. Si tratta di un’aspirazione non irrealizzabile, a condizione che le politiche vengano fondate sulle evidenze empiriche. In questo volume si considerano 10 ambiti – Istruzione, Salute e sanità, Trasporti, Decisioni politiche e scelte elettorali, Mercato del lavoro, famiglie e welfare, Imprese, Divari territoriali, Differenze di genere, Immigrazione e Ambiente – e si mostrano esempi concreti in cui i risultati scientifici possono informare i decisori pubblici: per migliorare le competenze degli studenti, è meglio investire sulla qualità del corpo docente, oppure sul numero di classi e di professori? Quali infrastrutture di trasporto sono funzionali alla crescita economica? Come riformare il sistema sanitario per assicurare una migliore qualità delle prestazioni senza peggiorare quelle verso le categorie più deboli? I ticket sono una buona idea? E gli incentivi al personale medico? Cosa sappiamo degli effetti delle garanzie pubbliche per l’accesso al credito delle imprese? C’è modo per ripensare la politica a favore del Mezzogiorno, così da innalzarne l’efficacia e scongiurare gli effetti perniciosi? Quali misure sono efficaci per favorire la decarbonizzazione e quali invece la ostacolano? Il ricorso all’evidenza empirica non è più rimandabile. Le misure previste dall’Unione Europea (in particolare quelle relative al Next Generation EU) determineranno nei mesi a venire una disponibilità finanziaria senza precedenti per i decisori pubblici centrali e locali. Spendere bene queste somme potrebbe determinare una svolta decisiva per la traiettoria di crescita del nostro paese, in declino ormai da un quarto di secolo.
Contributi di Guglielmo Barone, Mattia Borsati, Vincenzo Carrieri, Emanuele Ciani, Riccardo Crescenzi, Maria De Paola, Edoardo Di Porto, Tommaso Frattini, Mara Giua, Francesco Manaresi, Paolo Naticchioni, Giacomo Pallante, Alessandro Palma, Fabio Pammolli, Marco Percoco, Francesco Principe, Vincenzo Scoppa, Daniela Vuri.
CERM – Competitività, Regole, Mercati nasce il 9 ottobre 2002. CERM è un centro di ricerche indipendente, con la finalità istituzionale di concorrere all’innalzamento della qualità tecnica e della trasparenza delle decisioni di politica economica e di regolazione dei mercati.
CERM vuol dare adeguate fondamenta empiriche e teoriche ai processi di riforma delle istituzioni economiche, con uno sguardo attento ai risvolti in termini di leadership industriale, capacità innovative, produttività. La modernizzazione del welfare system, l’innovazione scientifica e tecnologica, le trasformazioni del mercato del lavoro, l’analisi d’impatto delle politiche pubbliche: questi i principali temi per i quali CERM diviene luogo di confronto per una pluralità di attori.

è un economista che si occupa soprattutto di sviluppo economico e valutazione delle politiche pubbliche.

è ordinario di Politica economica nell’Università Lumsa.

è ordinario di Economia, management e analisi dei dati nel Dipartimento d’Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano.