Lo spirito in figura

Il tema dell'estetico nella «Fenomenologia dello spirito» di Hegel
Intesa da Hegel come forma di pensiero non scientifico e contrapposta in quanto tale al concetto, la rappresentazione è destinata a oscillare fra l'elemento sensibile e quello universale. Il libro indaga le diverse funzioni della nozione di rappresentazione nella "Fenomenologia dello spirito". Nonostante le sue ambiguità, si tratta di un'opera unica nella filosofia moderna, anzitutto in quanto straordinario repertorio di figure, vale a dire di rappresentazioni che esigono di essere levate dall'universalità del pensare, ma insieme si rivelano necessarie al cammino ascensionale del concetto, e resistono così in vario modo alla pretesa di un'assoluta negazione del sensibile. Al residuo estetico spetta così, nella prospettiva hegeliana del 1807, un ruolo indispensabile: nella sua dimensione intermedia fra il singolare e l'universale, esso tiene aperto lo spazio della comunicazione intersoggettiva, che è insieme condizione di possibilità e scopo della dialettica.

è ricercatore di Estetica nell’Università di Firenze. Ha curato e tradotto una nuova edizione italiana della "Fenomenologia dello spirito di Hegel" (Einaudi, 2008). Per il Mulino ha già pubblicato, con F. Vercellone e A. Bertinetto, "Storia dell’estetica moderna e contemporanea" (2003) e "Lineamenti di storia dell’estetica" (2008); con C. Gentili "Il tragico" (2010).

Pubblicazione online: 2011
Isbn edizione digitale: 978-88-15-22966-3
DOI: 10.978.8815/229663


Pubblicazione a stampa: 2010
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-13887-3
Collana: Il Mulino/Ricerca
Pagine: 248