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Le scienze nel Vicino Oriente antico
Un’introduzione

Editore: Carocci

Pubblicazione online: 2021
Isbn edizione digitale: 978-88-29-00748-6
DOI: 10.978.8829/007486

Pubblicazione a stampa: 2014
Isbn edizione a stampa: 978-88-43-07015-2
Collana: Studi Superiori
Pagine: 160

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Come si concepiva, nell’antica Mesopotamia, il rapporto tra l’ordine assoluto delle quantità numeriche e il ruolo della regalità nell’ordine cosmico? Come pianificavano gli architetti egizi i loro immensi edifici? Le lingue egiziana e accadica (assiro-babilonese) non usavano termini specifici per esprimere concetti astratti quali “geometria”, “astronomia”, “medicina”, tuttavia queste discipline esistevano e avevano grande importanza nella vita dei rispettivi popoli. Per analizzare una cultura scientifica che è alla base di quella occidentale, gli autori scelgono la visuale del pensiero antico, un pensiero che non si può non definire, secondo i parametri odierni, fondamentalmente “religioso”.

- assiriologo - si è occupato di testi sumerici arcaici, eblaiti, neosumerici e paleobabilonesi. Ha coltivato in modo particolare gli studi relativi alle concezioni religiose dell’antica Mesopotamia e di Ebla. Ha insegnato alla Sapienza di Roma e all’Orientale di Napoli.

è docente di Egittologia e Civiltà copta alla Sapienza Università di Roma, già professore di Lingua e letteratura egiziana al Pontificio Istituto Biblico e direttore del Museo del Vicino Oriente. Dirige la missione archeologica che ha scoperto e lavora a Metelis, capitale del VII nomos del Basso Egitto.