Giustizia e social media

Il rapporto tra l’attività giurisdizionale e la sua conoscenza da parte del pubblico è storicamente complesso: sono note le interazioni tra informazione e processo giudiziario e le influenze reciproche che possono determinare distorsioni sull’accertamento della verità e sul rispetto dei diritti fondamentali dei soggetti coinvolti. Internet e soprattutto i social media alimentano incessanti flussi informativi che coinvolgono anche il processo giudiziario e i suoi protagonisti (giudici, avvocati e parti) provocando effetti che non si erano mai prodotti precedentemente. Dallo streaming del processo, alle sue rappresentazioni mediatiche, passando per le petizioni online, fino al profluvio di commenti presenti sui social media sui casi giudiziari di maggior interesse pubblico, anche in considerazione della natura della rete telematica che rende oltremodo difficoltoso il controllo circa la legittimità delle informazioni, la tutela e la dignità della persona sono fortemente compromesse e il principio di innocenza costantemente disatteso. Questo volume, nel descrivere l’attuale fenomeno della giustizia mediatica, anche esaminando le esperienze straniere, si interroga sui possibili rimedi.

è professore di Diritto comparato nell’Università di Bergamo dove insegna, fra l’altro, Sistemi giuridici comparati e Diritto europeo della comunicazione. Con il Mulino ha pubblicato "La revisione cinematografica e il controllo dell’audiovisivo" (2014).

Pubblicazione online: 2019
Isbn edizione digitale: 978-88-15-35642-0
DOI: 10.978.8815/356420


Pubblicazione a stampa: 2019
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-28399-3
Collana: Percorsi
Pagine: 312