Hitler in Italia

Dal Walhalla a Ponte Vecchio, maggio 1938
Una storica visita del Führer, l’alleanza fatale con la Germania, la parabola contraddittoria e complessa del fascismo e del suo duce
Il 3 maggio 1938 Hitler con il suo numeroso seguito arrivava in Italia in visita di Stato. In sette giorni il Führer avrebbe visitato Roma, Napoli e Firenze. Nel dispiegare grandi apparati cerimoniali preparati con cura, il regime fascista volle accoglierlo proponendogli tre "quinte di scenario": il glorioso passato della nazione che aveva in Roma le radici del suo destino; il mare che essa aveva solcato e dominato e che sarebbe stato ancora suo; l’arte e la cultura che avevano affascinato schiere di viaggiatori venuti da Oltralpe. La visita di Hitler, che seguiva quella fatta pochi mesi prima da Mussolini in Germania, si inseriva in un quadro di politica internazionale quanto mai complesso e il duce, nonostante i discorsi ufficiali, esitava ancora dinanzi alla prospettiva di un’alleanza col Reich. Di lì a poco però, con il "Manifesto della razza", il regime imboccò una strada irreversibile e fatale.

è professore emerito di Storia medievale, per il Mulino ha tra l’altro pubblicato "Gerusalemme" (2012), "Istanbul" (2014), "Andare per le Gerusalemme d’Italia" (2015), "Samarcanda" (2016), "La via della seta" (con A. Vanoli, 2017), "Andalusia" (2018), "Il grande racconto delle crociate" (con A. Musarra, 2019) e "Quell’antica festa crudele" (nuova ed. 2020).

insegna Storia contemporanea nell’Università di Middlebury a Firenze. Tra i suoi libri: "Infedeli. Esperienze e forme del nemico nell’Europa moderna" (Nerbini, 2013) e "Il martire necessario. Guerra e sacrificio nell’Italia contemporanea" (Pacini, 2015).

Pubblicazione online: 2020
Isbn edizione digitale: 978-88-15-35570-6
DOI: 10.978.8815/355706


Pubblicazione a stampa: 2020
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-28650-5
Collana: Saggi
Pagine: 256