Fuori classe

Dal movimento operaio ai lavoratori imprenditivi della Quarta rivoluzione industriale
In Italia l’attenzione ai temi del lavoro si è concentrata quasi esclusivamente sugli aspetti giuridici e sui meccanismi regolativi del mercato, perdendo di vista la dimensione dei valori e delle aspettative dei lavoratori verso la propria occupazione: in altri termini, la dimensione soggettiva. Il rischio, quando si guarda al lavoro, è di non riuscire a mettere realmente a fuoco le diverse questioni, facendo così prevalere gli stereotipi. A cinquant’anni dal ’68 e dalle lotte del movimento operaio e degli studenti, qual è il valore e quali sono i significati attribuiti al lavoro? Il volume, che si avvale di una serie di ricerche nazionali periodiche svolte presso gli occupati, raccoglie le percezioni e gli orientamenti dei lavoratori su queste tematiche, con l’obiettivo di delinearne, fra l’altro, le rappresentazioni del lavoro, il livello di partecipazione e di identificazione con l’impresa, le idee sulla giustizia sociale e sul sindacato, i mutamenti nei profili professionali. Lo scopo è offrire una nuova descrizione del punto di vista di chi lavora, che ancora manca nel settore industriale ed è tanto più inesistente in quello dei servizi. E, più in generale, proporre una lettura delle trasformazioni delle culture del lavoro, coerente con i cambiamenti dettati dalla Quarta rivoluzione industriale. Perché i lavoratori da tempo sono “fuori classe”.

insegna Sociologia dei processi economici all’Università di Padova. Ha fondato ed è direttore scientifico di Community Media Research. Fra le sue più recenti pubblicazioni ricordiamo “Le Metamorfosi. Nord Est: un territorio come laboratorio” (Venezia 2015) e “Profilo Italia. L’altro volto degli italiani” (Milano 2015).

Pubblicazione online: 2018
Isbn edizione digitale: 978-88-15-35063-3
DOI: 10.978.8815/350633


Pubblicazione a stampa: 2018
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-27352-9
Collana: Percorsi
Pagine: 152