Relazioni brutali

Genere e violenza nella cultura mediale
"Perché sedurla se puoi sedarla?", oppure "perché sedurla se puoi saldarla?": solo due esempi del livello di violenza e brutalità quotidianamente veicolate dai social in pagine che mescolano misoginia, omo/transfobia, razzismo, incitamenti alla pedofilia. Al centro di questa indagine, la violenza contro le donne, ma anche la violenza che dalle donne è agita, due fenomeni speculari benché di natura e portata assai diverse, che sono analizzati nella loro copertura mediale. Dalle serie Tv a circolazione globale alle cronache nazionali, dalla musica alla pubblicità, muovendosi tra "factual" e "fictional", ciascuna delle due forme di violenza è esplorata attraverso molteplici raffronti tra il piano della realtà e il piano della rappresentazione, illustrando modelli, attori, dinamiche, radici, così come retoriche, estetiche, politiche.

insegna Sociologia della comunicazione e dei media e Media and Culture nell’Università Roma-Tre. È autrice di numerosi studi sui linguaggi e pubblici televisivi e sulle rappresentazioni di genere nei media. Tra i suoi ultimi lavori "Gender e Media" (Pigreco Edizioni, 2015) e "Really Good at it: The viral charge of Nancy Botwin (and popular culture’s anticorps)", in M. Buonanno (ed.), "Television antiheroines. Women behaving badly in crime and prison drama" (Intellect, 2016).

insegna Metodi di ricerca qualitativa nell’Università di Milano-Bicocca. Tra i suoi libri ricordiamo "Essere giovani e diventare genitori. Esperienze a confronto" (Carocci, 2014), "Genere e partecipazione politica" (con G. Vingelli; Franco Angeli, 2015) e "Uomini contro le donne? Le radici della violenza maschile" (con D. Cherubini, Utet, 2013).

Pubblicazione online: 2017
Isbn edizione digitale: 978-88-15-33560-9
DOI: 10.978.8815/335609


Pubblicazione a stampa: 2017
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-26529-6
Collana: Studi e Ricerche
Pagine: 240