Politica in Italia. Edizione 2012

I fatti dell'anno e le interpretazioni
Il 2011 è stato l’anno che ha visto la classe politica della Seconda Repubblica «declassata» dall’Europa, dai mercati, dai principali attori nazionali e dai cittadini italiani. Partiti e leader politici sono apparsi deboli e senza un progetto, capaci solo di riproporre il collaudato schema pro/anti Berlusconi. A giocare un ruolo chiave in tutti i principali eventi dell’anno sono stati, invece, gli attori non partitici: dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al nuovo presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, dal movimento delle donne alla Confindustria di Emma Marcegaglia, dai sindaci di Milano e Napoli eletti a maggio ai promotori dei referendum di giugno. Un default sancito dall’insediamento di un governo tecnico, guidato da Mario Monti, che ha ottenuto livelli record di consenso e introdotto nuove regole del gioco politico.

insegna Governo europeo e partiti all’Università di Trieste e dirige la rivista "South European Society & Politics". Con il Mulino ha pubblicato "Comunisti" (2001), "Da Franco a Zapatero" (2005) e "La Spagna di Zapatero" (curato con Ignacio Sánchez-Cuenca, 2009).

è Jean Monnet Fellow all’Istituto Universitario Europeo dove svolge attività di ricerca su partiti politici e populismo. Con Daniele Albertazzi è curatore di "Twenty-First Century Populism" (2008, Palgrave) e autore di "Populists in Power" (2013, Routledge).

Pubblicazione online: 2012
Isbn edizione digitale: 978-88-15-30975-4
DOI: 10.978.8815/309754


Pubblicazione a stampa: 2012
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-24014-9
Collana: Pubblicazioni dell'Istituto Carlo Cattaneo
Pagine: 360