Leopardi antiromantico

e altri saggi sui "Canti"
Mengaldo torna a cimentarsi con Leopardi, poeta prediletto, anzi, come lui stesso scrive, «il maggiore, e di gran lunga, lirico italiano dell’età moderna». Avvalendosi di raffinate conoscenze di linguistica e stilistica, tocca alcuni aspetti complessivi della poetica leopardiana (uno fra tutti: il carattere «antiromantico» del suo percorso), le costanti della lingua e della metrica dei «Canti» (l’abbondanza, per esempio, di rime baciate), infine la natura profonda di tre testi fra i più significativi della raccolta: «La sera del dì di festa», «A Silvia» e «La quiete dopo la tempesta». Ne risulta un’indagine in cui ciascun dato testuale e formale rimanda costantemente ad altro: un pensiero fermo e originalissimo che pervade ogni singola lirica del poeta di Recanati.

ha insegnato Storia della lingua italiana nell’Università di Padova. Con il Mulino ha già pubblicato «L’epistolario di Nievo» (1987), «Storia della lingua italiana. Il Novecento» (1994) e «Sonavan le quiete stanze. Sullo stile dei «Canti» di Leopardi» (2006).

Pubblicazione online: 2012
Isbn edizione digitale: 978-88-15-30962-4
DOI: 10.978.8815/309624


Pubblicazione a stampa: 2012
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-23823-8
Collana: Saggi
Pagine: 216