Tra vecchio e nuovo regime

Il peso del passato nella costruzione della democrazia
Per quanto distruttiva e discontinua possa essere una transizione, nessun regime nasce in un vuoto storico e istituzionale. Il successo o meno delle democratizzazioni - oggetto di questo studio comparato che riguarda Italia, Germania, penisola iberica e tutta l'Europa ex comunista, Russia compresa - si gioca anche sulle eredità, e in particolare sulla capacità del nuovo regime di neutralizzare o tenere sotto controllo quelle avverse. Oltre che con le eredità tangibili (élite, istituzioni, organizzazioni, prassi politiche) è necessario misurarsi con quelle "invisibili". Fra queste, soprattutto la memoria, che presenta aspetti positivi, perché consente di non ripetere errori e ingiustizie, ma anche negativi, quando si trasforma in un "passato che non passa mai" e che tende a riportare continuamente indietro l'agenda politica.

è professore di Scienza politica nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Roma Tre. Con il Mulino ha pubblicato "Da uno a molti" (1997), "Stati, nazioni e nazionalismi in Europa" (2003) e "Partiti e sistemi di partito nelle democrazie europee" (curato con G. Pasquino, 2007).

insegna Scienza politica nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Catania. Tra le sue pubblicazioni: "Una democrazia di successo? La Spagna dalla transizione democratica al governo Zapatero" (con F. Raniolo, Rubbettino, 2006).

Pubblicazione online: 2011
Isbn edizione digitale: 978-88-15-22973-1
DOI: 10.978.8815/229731


Pubblicazione a stampa: 2011
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-14655-7
Collana: Studi e Ricerche
Pagine: 376