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Conoscenza aperta e società dell'informazione
Nella nostra società si confrontano due modelli di conoscenza. Quello «aperto», che ha le sue radici nell’affrancamento della scienza moderna dalla magia e dalla religione, trova oggi espressione nel successo di Internet e nella proposta del software libero e open source, ma anche in diverse altre esperienze: il rifiuto dell’Unione Europea di brevettare il software (come invece accade negli Stati Uniti), la legge italiana sui farmaci generici, la scelta di rendere pubblici i risultati della ricerca sul genoma umano. Il modello «chiuso» si è invece affermato negli ultimi trent'anni con l’industria del software, la privatizzazione della ricerca scientifica, l’estensione della proprietà intellettuale e in generale una visione della conoscenza come prodotto industriale. Sulla linea che unisce i due poli, sta a noi valutare — sottolinea l’autore di questo libro — la posizione capace di salvaguardare libertà individuali e bene collettivo. Rimaniamo infatti responsabili delle conseguenze che le nostre opzioni educative, morali e politiche avranno sulle generazioni future.

insegna Sociologia della comunicazione e Sociologia della conoscenza e delle reti nella Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Torino. Con il Mulino ha pubblicato "La comunicazione al computer. Sociologia delle reti telematiche" (2000) e "Sociologia della comunicazione" (2004).

Pubblicazione online: 2010
Isbn edizione digitale: 978-88-15-14628-1
DOI: 10.978.8815/146281


Pubblicazione a stampa: 2010
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-13670-1
Collana: Saggi
Pagine: 208