Una libertà comparata

Libertà religiosa, fondamentalismi e società multietniche
Soc. editrice Il Mulino
Dal punto di vista del diritto pubblico comparato la libertà religiosa costituisce un fenomeno in espansione in Occidente, a seguito anche del radicale mutamento di atteggiamento della Chiesa cattolica intervenuto dopo il Concilio Vaticano II. Neppure l'incontro ravvicinato con l'Islam e il proliferare di microgruppi religiosi, al di là di conflitti puntuali, sembra mettere in discussione questa espansione. Come mostra Ceccanti nella sua attenta indagine, il modello della libertà religiosa è sufficientemente elastico da potersi adattare a quasi tutte le istanze delle nuove realtà senza snaturarsi, e anzi retroagendo positivamente sulla visione di quelle stesse realtà religiose. Nel contempo, tale modello appare dotato di sufficienti garanzie nella complessiva legislazione penale, tali da non rendere necessaria una specifica legislazione contro le sette, che sarebbe in conflitto con la laicità dello Stato. Anche se nella stessa Chiesa cattolica si registrano incertezze e chiusure tradizionalistiche difensive, legate dai timori indotti dalla società multietnica e al disagio per lo scarto tra etica e diritto in società sempre più pluraliste, non sembra incrinarsi il consenso intorno al modello di libertà religiosa inteso in senso ampio.

è professore associato di Diritto pubblico comparato presso l'Università di Bologna, Facoltà di Scienze politiche di Forlì. Fa parte della redazione della rivista "Quaderni costituzionali" e ne cura la rubrica "Cronache costituzionali francesi". Ha pubblicato "Le istituzioni della democrazia tra crisi e riforme" (Edizioni Dehoniane, 1991), "La forma di governo parlamentare in trasformazione" (1997) e, con O. Massari e G. Pasquino, "Semipresidenzialismo. analisi delle esperienze europee" (1996), usciti al Mulino.