La ragione prudente

Pace e riordino dell'Europa moderna nel pensiero di Leibniz
All'indomani della Pace di Vestfalia (1648), mentre l'Europa si avvia a divenire una scena politica dominata dagli Stati sovrani, l'Impero germanico subisce una trasformazione decisiva. Pur continuando a esistere come soggetto giuridico, esso perde per sempre il carattere medievale di Respublica Christiana e diviene un agglomerato di Stati, alcuni dei quali già in grado di agire in condizioni di autonomia e nell'esclusivo perseguimento degli interessi propri. Leibniz è spettatore di questo sviluppo, che valuta positivamente e che concorre a promuovere con la propria attività di studioso, consigliere e diplomatico. Ma è pure convinto che, nel futuro, un bene essenziale come la pace non potrà essere preservato se non salvaguardando i fattori utili a stabilizzare le relazioni fra gli Stati e a porre un freno alle ambizioni di potere dei prìncipi. Rivisitando il pensiero politico del grande filosofo di Lipsia, il volume ne restituisce intatte la straordinaria forza e lungimiranza.

dottore di ricerca in Storia del pensiero e delle istituzioni politiche, ha curato l'edizione italiana dell'"Amore platonico" di Hans Kelsen (Il Mulino, 1985). Ha inoltre tradotto e curato l'edizione di opere di vari autori moderni e contemporanei, fra i quali d'Argenson, Weber, Brunner, Luhmann, Oestreich e Jellinek.

Pubblicazione online: 2009
Isbn edizione digitale: 978-88-15-14117-0
DOI: 10.978.8815/141170


Pubblicazione a stampa: 2008
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-11401-3
Collana: Il Mulino/Ricerca
Pagine: 320