La guerra ineguale

Pace e violenza nel tramonto della società internazionale
La forma della guerra non è mai estranea alla convivenza internazionale, e ciò vale in particolare per l'attuale contesto storico. Che sia in atto una crisi delle regole della guerra basterebbe a provarlo la mancanza di consenso nella comunità internazionale su chi abbia diritto di impiegare o almeno autorizzare l'uso della forza, la marginalizzazione subita dalle Nazioni Unite in occasione delle ultime guerre contro la Jugoslavia e l'Iraq, la diffusione di pratiche lesive dei tradizionali diritti dei non combattenti e dei prigionieri. Ma, dietro queste correnti di disgregazione, quella che va scomparendo è la distinzione stessa tra pace e guerra, cioè la condizione minima perché possa esserci ordine nella vita internazionale. Il libro esamina questa doppia crisi della forma della guerra e della forma della convivenza internazionale, dapprima chiedendosi in che cosa e a quali condizioni la violenza possa essere limitata; in secondo luogo, ricostruendo l'ascesa e il declino della soluzione moderna e del suo protagonista, lo stato; infine osservando come questo declino, che ha già segnato l'esperienza storica di tutto il Novecento, si compia oggi definitivamente nel contesto della guerra ineguale.

è professore di Relazioni internazionali nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Milano. E' autore, tra l'altro, di "Solitudine dell'Occidente" (Il Saggiatore, 1994) e di "La lunga alleanza" (Angeli, 2001). E' curatore, insieme a N. Ronzitti, dell'Annuario Iai/Ispi "L'Italia e la politica internazionale", pubblicato dal Mulino.

Pubblicazione online: 2009
Isbn edizione digitale: 978-88-15-14046-3
DOI: 10.978.8815/140463


Pubblicazione a stampa: 2006
Isbn edizione a stampa: 978-88-15-11074-9
Collana: Il Mulino/Ricerca
Pagine: 344